martedì 13 maggio 2014

#2

Apro gli occhi e davanti a me vedo solo un muro bianco, guardo le mani e non vedo più lo smalto rosso che ho messo ieri sera.
Sono distesa su un lenziolo bianco, federa bianca, coperta bianca.
Al soffitto una luce al neon bianca.
Mi siedo sul letto, guardo intorno. Non c'è niente. Solo pareti bianche.
Bianco.
Ovunque.
Faccio a malapena a distinguere la porta.
Ma dove diavolo sono finita ieri sera?
C'è uno strano odore, di pulito. Di troppo pulito, come se fosse stata passata la candeggina piu e piu volte.
Mi alzo per incontrare il mio avventore della nottata.
La porta è chiusa.
Che scherzo del cazzo.
Busso.
Silenzio.
Non c'è una finestra. C'è solo il letto, bianco in mezzo alla stanza.
"metti le pantofole"
Da dove arriva questa voce?
Cerco le pantofole, sono sotto il letto; sono anch'esse bianche.
Mi avvicino nuovamente alla porta e questa si apre come se fosse automatizzata.
Il corridoio è illuminato anch'esso a neon, bianco.
Una freccia rossa davanti a me mi indica di scendere al piano terra.
Non ricordo di avere fatto alcuna scala ieri sera. 
Ero cosi tanto sbronza?
No. 
Ero al cinema con Marco.
Marco.
Appena lo vedo lo strozzo quello stronzo. Dove mi ha portata? Che scherzo assurdo è mai questo??
Noto lo specchio dietro la porta della stanza da cui sono uscita.
Ma come sono combinata?
Ho una camicia da notte, bianca, lunga fino alle caviglie, maniche lunghe, colletto alto. 
le pantofole, morbide, tutte bianche.
I capelli acconciati in due trecce ai lati della testa.
Le sciolgo subito. Non mi sono mai piaciute le trecce.
Mi sgancio i bottoni sul collo, ho bisogna di aria.
"riagganciati i bottoni e segui la freccia"
Da dove viene quella maledetta voce?
"marco questo scherzo non mi piace"
"riagganciati i bottoni e segui la freccia"
"vuoi che segua la tua stupida freccia? bene lo farò con i bottoni sganciati"
Sono arrabbiata, cosa ci faccio qui dentro? 
Scendo le scale, tutto intorno a me è bianco, inizia a darmi fastidio a gli occhi. Non riesco più a distinguere i gradini.
Arrivo in un salone, un fazzoletto mi viene appoggiato prepotentemente sulla bocca, non vedo piu niente.


martedì 15 aprile 2014

#1

Sente la pressione di quel braccio che si aggrappa a lei. Il viso segnato dalle rughe la guarda con aria sognante, ha riposto in lei tutta la sua vitalità.
Il regalo a tesimonianza di quell'affetto. 
Converse. 
Rosse.
Iniziano già a sporcarsi camminando sul marciapiede a pois dalle gomme da masticare. Si ricorda di aver letto su internet che le gomme da masticare per terra sarebbero nocive per i piccioni poiche le scambierebbero per molliche di pane; chissà quale è il criterio di scelta per la sovvenzione alle ricerche.
Eccole arrivate. 
Un gradino per volta.
Piano.
La porta si apre e la dolce vecchietta scompare dietro la porta.
Si avvia verso casa, non è molto distante, saltella sulle sue nuove scarpe rosse.
Janis Joplin urla nelle sue orecchie, solo per lei. Le piacciono questi concerti privati mentre guarda le due signore che girano svogliatamente il cucchiaino nel loro caffè fin troppo lungo per avere qualche beneficio.
Non pensa.
Ascolta.
Cammina.
Svolta su quella strada che non percorreva da molto tempo, davanti a lei quell'immenso palazzo stile liberty.
Scorre i campanelli. 
4 piano.
Quel vuoto dentro di se.
è la prima volta che ci pensa a distanza di anni. Le finestre sono finalmente aperte, non ci sono più pesanti tende nere. Il resto del mondo entra nell'appartamento.
Tutto era curato nei minimi particolari. Forse era troppo provenzale il tutto, poco si abbinava a quelle barbe ispide, e quegli occhi neri che la guardavano.
Unghie pulite.
Puzzo di candeggina.
Tutto era sterilizzato.
Lei era sterilizzata.
Si guarda lo smalto ora rovinato e non riesce ancora a credere di aver permesso a sua nipote di stendere quel colore verde acceso sulle sue unghie.




lunedì 14 aprile 2014

incredibile, dopo quasi un anno torno ad aprire e scrivere su questo blog.
Rileggendo i post passati ho deciso di eliminarne alcuni, troppi "seri" e in me ci riconosco poco.
Non negherò mai ciò che è stato, ho imparato molto di positivo e negativo. 
la vita va avanti e tuo figlio ne è la testimonianza.
Cosa dire di me? 
eheheheh
Tanto, molto ma anche nulla.

Tornerò a polemizzare, a cazzeggiare (mai smesso in realtà) e a scrivere di cazzate, non so pensavo pure di scrivere una specie di "libro" ora vediamo quanta voglia ne ho.
Quindi non dovete far altro che leggere e commentare :)
Baci

venerdì 5 ottobre 2012




































mim stafunzio

giovedì 6 settembre 2012

non riuscirò mai a staccarmi dai tuoi occhie e dai tuoi baci..